Bologna Grimpeur
29/03/2026
Distanza 100 Km
Dislivello 1.500 m
Superifice: asfalto 60%, gravel 40%
Partenza: Kaffeina Bologna Via degli Orti, 5a, Bologna
Orario ritrovo: 08:00
Orario partenza 8.30
Arrivo: Ex.Dynamo Via dell'Indipendenza, 71z, Bologna

La prima uscita di questa antologia, da una selezione dei giri classici del gravel bolognese, percorre
una traccia molto condivisa negli anni. È un giro passato di gruppo in gruppo, rimaneggiato in
molteplice versioni. Quella proposta qui mantiene le salite più caratteristiche, cassa il tratto più
tecnico che scende in Val Quaderna, e aggiunge un passaggio sul lungo Sillaro.
Del percorso sono memorabili i paesaggi che si spalancano sull’ampia e luminosa vallata del Sillaro, e più in generale gli orizzonti aperti e curati della collina a Est di Bologna. Altri aspetti che lo rendono un autentico classico sono la frequenza dei segmenti sterrati, oltre alla distribuzione complessiva del pur impegnativo profilo altimetrico.
Lo si può definire un giro che transita sul confine. Nella prima parte per quello spazio intermedio tra pianura e prima collina, fatto di zone preservate dall’urbanizzazione, in cui compaiono isolati poderi e antiche ville immerse nei campi. Nella parte centrale, oltre la geografia, per la rilevanza storica di questi luoghi. Qui durante l’inverno 1944/45 si compì l’avanzata del fronte alleato, in quello che fu uno dei punti di sfondamento della Linea Gotica. Si possono scovare, lungo il percorso, lapidi e cippi commemorativi di episodi cruenti della lotta di Liberazione.
Prima collina. Dopo una manciata di km, per uscire dalla città, si entra nella prima parte fatta di frequenti cambi di direzioni, passaggi stretti, ponti ciclabili su torrenti, un piccolo guado. Siamo ai piedi della collina, il percorso è mosso e i fondi stradali sono tra i più variegati. Dopo ben quattro segmenti sterrati si raggiunge Palesio, nell’incantevole imbocco della Val Quaderna. 500 metri di salita al 10% per lambire Varignana, poi la pendenza cala fino alla svolta sulla ghiaiata di Ca’ di Masino, bel segmento di oltre 2 km circondato da vigneti. Tra discese e piccole risalite si collocano altri due segmenti non asfaltati, alle pendici di Monte Calderaro. Superata la salita a Liano, tirato dritto all’incrocio, parte la sterrata di Via del Partigiano, quasi 3 km di discesa che ci catapultano nella Valle del Sillaro.
Valli e Calanchi sul Sillaro. Un giro sopra Castel San Pietro Terme, all’interno del parco fluviale e tra gli orti, poi giusto il ponte sulla Via Emilia prima di tornare sulla terra battuta. Ci si inoltra nella vegetazione, alla scoperta della destra Sillaro. Scampata alle alluvioni, è una zona con diversi passaggi suggestivi. Terminato il segmento, attraversato il ponte, si è già al bar di San Martino in Pedriolo, punto ristoro consigliato al km 45.
Dalla sosta si riparte con 400 metri di cementata con pendenze vicine al 20%. I restanti km, dei tre complessivi della salita di S.Martino, ad eccezione del finale, sono però presocchè pianeggianti. Sospesi magicamente sul crinale della collina. Un po' di salita su asfalto, per poi deviare bruscamente, in località Vedriano, sulla discesa di Via Ronchetti. Fiondati nei prati prima, a bordo dei campi poi, con al centro qualche tratto in contropendenza.
Ripreso il piano, 7/8 km di liscio fondovalle per portarsi sulla mitica Calvanella. Con i suoi 4 km è la salita più lunga di giornata, ha un inizio facile, poi diventa via via più dura, fino a pendenze in doppia cifra e un finale che toglie il respiro. Anche viste le condizioni attuali, dove la ghiaia si è dispersa a favore di un fondo di terra smossa. Rinominata “Boston by way” dalle truppe statunitensi, fu costruita con le macerie dell’antico paese distrutto dai bombardamenti.
Rientro dall’Idice. Su Via della Collina si aggiunge un po' di dislivello, superando quota 500 metri di altitudine. Nell’approssimarsi a Ca’ del Vento si devia su un bellissimo segmento ghiaiato, con un piacevole sali e scendi immerso nel bosco. La ripida discesa di Sant’Anna ci riporta a valle, e con un ulteriore tratto veloce giungiamo alla svolta presso La Noce. Da qui passerella sul fiume, per raggiunge Via San Leo. Quest’ultimo segmento sterrato, lungo più di cinque km, costeggia il fiume Idice e ci riporta, nel migliore dei modi possibili, sulla strada da cui siamo venuti.
Del percorso sono memorabili i paesaggi che si spalancano sull’ampia e luminosa vallata del Sillaro, e più in generale gli orizzonti aperti e curati della collina a Est di Bologna. Altri aspetti che lo rendono un autentico classico sono la frequenza dei segmenti sterrati, oltre alla distribuzione complessiva del pur impegnativo profilo altimetrico.
Lo si può definire un giro che transita sul confine. Nella prima parte per quello spazio intermedio tra pianura e prima collina, fatto di zone preservate dall’urbanizzazione, in cui compaiono isolati poderi e antiche ville immerse nei campi. Nella parte centrale, oltre la geografia, per la rilevanza storica di questi luoghi. Qui durante l’inverno 1944/45 si compì l’avanzata del fronte alleato, in quello che fu uno dei punti di sfondamento della Linea Gotica. Si possono scovare, lungo il percorso, lapidi e cippi commemorativi di episodi cruenti della lotta di Liberazione.
Prima collina. Dopo una manciata di km, per uscire dalla città, si entra nella prima parte fatta di frequenti cambi di direzioni, passaggi stretti, ponti ciclabili su torrenti, un piccolo guado. Siamo ai piedi della collina, il percorso è mosso e i fondi stradali sono tra i più variegati. Dopo ben quattro segmenti sterrati si raggiunge Palesio, nell’incantevole imbocco della Val Quaderna. 500 metri di salita al 10% per lambire Varignana, poi la pendenza cala fino alla svolta sulla ghiaiata di Ca’ di Masino, bel segmento di oltre 2 km circondato da vigneti. Tra discese e piccole risalite si collocano altri due segmenti non asfaltati, alle pendici di Monte Calderaro. Superata la salita a Liano, tirato dritto all’incrocio, parte la sterrata di Via del Partigiano, quasi 3 km di discesa che ci catapultano nella Valle del Sillaro.
Valli e Calanchi sul Sillaro. Un giro sopra Castel San Pietro Terme, all’interno del parco fluviale e tra gli orti, poi giusto il ponte sulla Via Emilia prima di tornare sulla terra battuta. Ci si inoltra nella vegetazione, alla scoperta della destra Sillaro. Scampata alle alluvioni, è una zona con diversi passaggi suggestivi. Terminato il segmento, attraversato il ponte, si è già al bar di San Martino in Pedriolo, punto ristoro consigliato al km 45.
Dalla sosta si riparte con 400 metri di cementata con pendenze vicine al 20%. I restanti km, dei tre complessivi della salita di S.Martino, ad eccezione del finale, sono però presocchè pianeggianti. Sospesi magicamente sul crinale della collina. Un po' di salita su asfalto, per poi deviare bruscamente, in località Vedriano, sulla discesa di Via Ronchetti. Fiondati nei prati prima, a bordo dei campi poi, con al centro qualche tratto in contropendenza.
Ripreso il piano, 7/8 km di liscio fondovalle per portarsi sulla mitica Calvanella. Con i suoi 4 km è la salita più lunga di giornata, ha un inizio facile, poi diventa via via più dura, fino a pendenze in doppia cifra e un finale che toglie il respiro. Anche viste le condizioni attuali, dove la ghiaia si è dispersa a favore di un fondo di terra smossa. Rinominata “Boston by way” dalle truppe statunitensi, fu costruita con le macerie dell’antico paese distrutto dai bombardamenti.
Rientro dall’Idice. Su Via della Collina si aggiunge un po' di dislivello, superando quota 500 metri di altitudine. Nell’approssimarsi a Ca’ del Vento si devia su un bellissimo segmento ghiaiato, con un piacevole sali e scendi immerso nel bosco. La ripida discesa di Sant’Anna ci riporta a valle, e con un ulteriore tratto veloce giungiamo alla svolta presso La Noce. Da qui passerella sul fiume, per raggiunge Via San Leo. Quest’ultimo segmento sterrato, lungo più di cinque km, costeggia il fiume Idice e ci riporta, nel migliore dei modi possibili, sulla strada da cui siamo venuti.


