Bologna Mare
Data 09/05/2026
Distanza 150 Km
Dislivello 150 m
Superifice: asfalto 55%, gravel 45%
Partenza: Ex.Dynamo Via dell'Indipendenza, 71z, Bologna
Orario ritrovo: 08:00
Orario partenza 8.30
Arrivo: Stazione RFI Ravenna, da dove si rientra in treno fino a Ex.Dynamo
La traccia è curata da Spino (GS Ravonese) e verrà comunicata in prossimità dell’evento

La Bologna–Mare non è solo una traccia ciclabile: è una lenta metamorfosi. Si parte
dalla città con ancora addosso il rumore dei viali e ci si ritrova, chilometro dopo
chilometro, sospesi in un paesaggio d’acqua, cielo e silenzio.
Uscendo da Bologna , il primo settore sterrato lo si incontra a Cento di Budrio, si percorre l'argine del torrente Quaderna. Qualche chilometro dopo, si passa da Selva Malvezzi, con il suo omonimo Palazzo e il Palazzaccio, roccaforte medievale. Da qui, sul secondo settore sterrato, si arriva a Punta Barabana, dove l'Idice confluisce nel Reno. Si torna temporaneamente su asfalto per passare da S. Antonio e per arrivare a Campotto. Da questo punto in poi, quasi tutto sterrato.
Le Valli di Campotto raccontano una storia che pochi conoscono: quella della grande bonifica, delle opere idrauliche, delle idrovore, e dell’ingegno umano che ha domato l’acqua senza mai vincerla del tutto. È un museo a cielo aperto, dove il panorama cambia con la luce e il vento.
Si raggiunge il Ponte della Bastia, al bar Bastia, sosta ristoratrice obbligata e , ormai, tradizionale. Da qui si imbocca l'argine del reno che ci porterà fino alle valli di Comacchio.
Drittoni infiniti e resti di insediamenti rurali del dopoguerra ci fanno compagnia per molti chilometri. E soprattutto, il silenzio.
Poco prima del traghetto di S. Alberto, si prende a sinistra il sentiero delle Valli di Comacchio. Da qui in poi l'acqua prende il sopravvento nel nostro panorama. Si costeggia valle Fossa di Porto fino all'argine Agosta, dove si torna brevemente su asfalto, ma si è letteralmente circondati dall'acqua.
Si raggiunge il Casone di Foce e si prosegue e costeggiare la valle, nuovamente fuoristrada, fino a Casone Donnabona, bellissimo museo della pesca. Questi Casoni, dai quali è disseminato il territorio, sono antiche stazioni di pesca e di appostamento nelle quali i pescatori delle valli si trovavano a fine giornata, o monitoravano la pesca di frodo.
Si prosegue fino al Bettolino di Foce dove si trova la ricostruzione dell'insediamento etrusco di Spina e un ristorante di cucina tradizionale. Proseguendo verso il Lido degli Estensi si costeggia sulla destra la Salina con la sua Torre Rossa e sulla sinistra fenicotteri rosa a perdita d'occhio. Dal lido Estensi si raggiunge il Lido di Spina da dove parte il famoso e famigerato Argine degli Angeli. Qui la sensazione di pedalare in mezzo all'acqua e davvero fisica.
Si riprende il Reno in località Primaro, si attraversa la Romea e, passando da Casalborsetti, si entra nel territorio ravennate e nelle sue pinete. Ombra e refrigerio. Fino ad arrivare alla Stazione dei treni di Ravenna.
E' una traccia suggestiva e spettacolare, che quasi subito ti strappa da Bologna per catapultarti in un posto completamente diverso, prima campagna infinta, poi corsi d'acqua, poi quasi esclusivamente acqua e, alla fine il mare. Tornare a traffico a fine giornata sarà quasi insopportabile, ma ne sarà valsa la pena.
Uscendo da Bologna , il primo settore sterrato lo si incontra a Cento di Budrio, si percorre l'argine del torrente Quaderna. Qualche chilometro dopo, si passa da Selva Malvezzi, con il suo omonimo Palazzo e il Palazzaccio, roccaforte medievale. Da qui, sul secondo settore sterrato, si arriva a Punta Barabana, dove l'Idice confluisce nel Reno. Si torna temporaneamente su asfalto per passare da S. Antonio e per arrivare a Campotto. Da questo punto in poi, quasi tutto sterrato.
Le Valli di Campotto raccontano una storia che pochi conoscono: quella della grande bonifica, delle opere idrauliche, delle idrovore, e dell’ingegno umano che ha domato l’acqua senza mai vincerla del tutto. È un museo a cielo aperto, dove il panorama cambia con la luce e il vento.
Si raggiunge il Ponte della Bastia, al bar Bastia, sosta ristoratrice obbligata e , ormai, tradizionale. Da qui si imbocca l'argine del reno che ci porterà fino alle valli di Comacchio.
Drittoni infiniti e resti di insediamenti rurali del dopoguerra ci fanno compagnia per molti chilometri. E soprattutto, il silenzio.
Poco prima del traghetto di S. Alberto, si prende a sinistra il sentiero delle Valli di Comacchio. Da qui in poi l'acqua prende il sopravvento nel nostro panorama. Si costeggia valle Fossa di Porto fino all'argine Agosta, dove si torna brevemente su asfalto, ma si è letteralmente circondati dall'acqua.
Si raggiunge il Casone di Foce e si prosegue e costeggiare la valle, nuovamente fuoristrada, fino a Casone Donnabona, bellissimo museo della pesca. Questi Casoni, dai quali è disseminato il territorio, sono antiche stazioni di pesca e di appostamento nelle quali i pescatori delle valli si trovavano a fine giornata, o monitoravano la pesca di frodo.
Si prosegue fino al Bettolino di Foce dove si trova la ricostruzione dell'insediamento etrusco di Spina e un ristorante di cucina tradizionale. Proseguendo verso il Lido degli Estensi si costeggia sulla destra la Salina con la sua Torre Rossa e sulla sinistra fenicotteri rosa a perdita d'occhio. Dal lido Estensi si raggiunge il Lido di Spina da dove parte il famoso e famigerato Argine degli Angeli. Qui la sensazione di pedalare in mezzo all'acqua e davvero fisica.
Si riprende il Reno in località Primaro, si attraversa la Romea e, passando da Casalborsetti, si entra nel territorio ravennate e nelle sue pinete. Ombra e refrigerio. Fino ad arrivare alla Stazione dei treni di Ravenna.
E' una traccia suggestiva e spettacolare, che quasi subito ti strappa da Bologna per catapultarti in un posto completamente diverso, prima campagna infinta, poi corsi d'acqua, poi quasi esclusivamente acqua e, alla fine il mare. Tornare a traffico a fine giornata sarà quasi insopportabile, ma ne sarà valsa la pena.

