Sassi di Rocca Malatina


Data 24/10/2027
Distanza 110 Km
Dislivello 1.700 m
Superifice: asfalto 80%, gravel 20%

Partenza e arrivo: Ex.Dynamo Via dell'Indipendenza, 71z, Bologna
Orario ritrovo: 08:00
Orario partenza 8.30

La traccia è curata da il GraVez e verrà comunicata in prossimità dell’evento



Sulle Creste dell’Appennino non è solo un giro gravel: è una linea che corre alta tra rocche, vigneti e borghi senza tempo. Un percorso lungo e mosso, oltre cento chilometri di salite e crinali, dove la fatica diventa parte del paesaggio e la libertà ha il profilo netto delle colline.

Si parte dalle prime ondulazioni attorno a Vignola, passando sotto l’imponente Rocca che domina il paese. L’asfalto dura poco. In pochi chilometri il traffico si dirada e iniziano le strade bianche, compatte, regolari, che salgono con decisione verso l’Appennino. Il ritmo cambia, il respiro si fa più profondo, lo sguardo comincia ad allargarsi.

Il percorso attraversa borghi e piccoli nuclei rurali: Monte Pastore, Borra, Mongardino. Case in pietra, cortili silenziosi, vigneti ordinati che seguono la forma delle colline. È un territorio che alterna apertura e intimità, crinali panoramici e tratti più chiusi tra boschi e filari. Ogni salita porta a un punto di vista diverso, ogni discesa riconsegna per un attimo leggerezza.

Il passaggio nell’area dei Sassi di Rocca Malatina è uno dei momenti più intensi. Le formazioni rocciose emergono improvvise, verticali, quasi inattese. Intorno, vigne e campi coltivati disegnano linee ordinate che contrastano con la forza della pietra. Qui la pedalata rallenta, non solo per la pendenza, ma per la voglia di restare dentro al paesaggio.

Il fondo è misto, ideale per una gravel che sappia adattarsi: ghiaia compatta, tratti più mossi, qualche segmento asfaltato di collegamento. Le salite sono impegnative ma mai impossibili. Chiedono passo regolare e pazienza. Non è un percorso da forzare: si sale insieme, ci si aspetta sui crinali, si condivide la fatica.

Sulle Creste dell’Appennino è un giro che pretende rispetto. Il dislivello si fa sentire, le energie vanno dosate, ma in cambio offre panorami continui e quella sensazione sottile di conquista che solo i percorsi veri sanno dare.

Quando si rientra verso valle, con le gambe piene e la testa leggera, resta addosso l’idea di aver attraversato un Appennino autentico, fatto di roccia, vigneti e silenzio. Tornare al ritmo quotidiano sarà quasi stonato. Ma ne sarà valsa la pena.