TRE FIUMI


Data 20/09/2025
Distanza 175 Km
Dislivello 250 m
Superifice: asfalto 50%, gravel 50%

Partenza e arrivo: Ex.Dynamo Via dell'Indipendenza, 71z, Bologna
Orario ritrovo: 08:00
Orario partenza 8.30

La traccia è curata da Vélos Noir e verrà comunicata in prossimità dell’evento



Tre Fiumi è molto più di un giro gravel: è un viaggio lungo canali e corsi d’acqua che raccontano storie di commerci, bonifiche, ingegno umano e natura e si perde in un orizzonte ampio incorniciato dal cielo della Pianura Padana.

Si parte da Ex.dynamo, la Velostazione di Bologna, per imboccare rapidamente il Canale Navile, antico collegamento navigabile tra Bologna e il Po. In un attimo la città quasi sparisce dietro agli alberi, mentre fra antichi “sostegni» e ponti a schiena d’asino i primi chilometri di ghiaia scricchiolano sotto le ruote.

Il percorso è sinuoso, mai banale, sino a raggiungere l’Oasi La Rizza: l’ex risaia di Bentivoglio è un’area naturale di 40 ettari caratterizzati da una biodiversità vasta e tipica delle zone paludose della Pianura bolognese, dove è possibile ammirare numerose specie di uccelli stanziali e migratori come la cicogna bianca. Poche pedalate ancora e si giunge alla Casona di Ponticelli, una autentica casa del popolo dall'intensa programmazione socio culturale, a qualche chilometro da Malalbergo, toponimo che deriva dalla malfamata locanda per viaggiatori che qui si trovava fino al XIX secolo. Da qui il percorso si sposta prima sotto poi sull’argine del Reno canalizzato, da cui osservare da un lato e dall'altro del corso d’acqua, la sterminata distesa agricola modellata dalle bonifiche. Si arriva così al Bosco di Sant'Agostino o Panfilia, bosco umido relitto delle antiche selve che un tempo ricoprivano la pianura. Ombra fresca, profumo di sottobosco…e tanto fango quando ha piovuto. Poco oltre, il Cavo Napoleonico - realizzato nel 1807 per collegare il Reno al Po e contenerne le esondazioni - racconta un’altra pagina di ingegneria idraulica. Si punta ora verso Finale Emilia in una campagna dove molti edifici portano ancora i segni dei sismi del 2012.  Da qui si prosegue verso sud-ovest lungo il Panaro, altro protagonista di questo itinerario “Tre Fiumi”. L’argine sinuoso invita a una pedalata regolare, quasi meditativa, fino a Bomporto, dove il porto fluviale settecentesco racconta di un’epoca di commerci fra Modena e l’Adriatico.

Una breve deviazione conduce all’argine del Secchia: tre fiumi, tre caratteri diversi, un unico grande racconto. È il giro di boa: bici puntate a est per raggiungere con ampi tratti di strada bianca dapprima Sant’Agata Bolognese, poi le operose campagne del Percyshire. Passato San Giovanni in Persiceto e il torrente Samoggia, si ritrova il Reno più autentico, quello che ci ricondurrà in città non prima di un paio di pump dentro al divertente bike park di Trebbo di Reno e un po' di spotting in testa alle piste dell’aeroporto Marconi, pensando a chi, sedotto dal fascino di qualche destinazione esotica, è salito su un aereo invece di montare in sella a una gravel insieme a noi.