TRE LAGHI
Data 11/07/2026
Distanza 120 Km
Dislivello 2.100 m
Superifice: asfalto 65%, gravel 35%
Partenza: Stazione RFI San Benedetto V.S. Castiglione dei P.
Orario ritrovo: 08:00
Orario partenza 8.30
Arrivo: Ex.Dynamo Via dell'Indipendenza, 71z, Bologna
La traccia è curata da il GraVez e verrà comunicata in prossimità dell’evento

Il GraVez dei Tre Laghi non è solo una traccia gravel: è una lenta risalita. Si parte dalla ferrovia con ancora addosso il rumore dei binari e ci si ritrova, chilometro dopo chilometro, immersi in un Appennino fatto di boschi, acqua e silenzio.
Uscendo dalla stazione di San Benedetto Val di Sambro, l’asfalto dura poco. Prima di partire davvero, però, lo sguardo va al Monumento in memoria delle vittime dell’attentato al Treno Italicus. Un luogo che impone rispetto e dà il nome e il senso a questo percorso. Da qui in poi si pedala anche con la testa.
Il primo settore sterrato arriva quasi subito e accompagna la salita dentro i boschi. Strade bianche, fondo compatto, pendenze regolari che costringono a trovare il proprio ritmo. Il traffico scompare rapidamente e resta solo il rumore delle gomme sulla ghiaia e il respiro che si sincronizza con la pedalata.
Qualche chilometro più avanti si incontra il Lago di Tavianella, piccolo e raccolto, spesso immobile. Si prosegue tra saliscendi e tratti ombrosi fino a raggiungere il Lago del Brasimone, più ampio, cuore verde dell’Appennino bolognese. Da qui, tra sterrati e brevi tratti asfaltati, si arriva al Lago di Suviana, grande e aperto, dove la sosta diventa quasi obbligata.
Il GraVez dei Tre Laghi racconta una storia fatta di acqua e di montagna, di dighe, bacini artificiali e di un equilibrio fragile tra intervento umano e natura. È un paesaggio che cambia con la luce, con il meteo, con la fatica accumulata nelle gambe.
Lungo il percorso si attraversano piccoli borghi e punti di ristoro. Bar, trattorie, tavoli all’aperto: soste semplici ma fondamentali, dove salumi, formaggi e pane raccontano il territorio meglio di qualsiasi cartello. Qui non si ha fretta, e va bene così.
Si pedala a lungo tra boschi e crinali, alternando tratti aperti a passaggi più chiusi. Le salite si fanno sentire, ma non sono mai punitive. Non è una gara: ci si aspetta, si chiacchiera, si condivide la fatica. E soprattutto, il silenzio.
Il GraVez dei Tre Laghi è una traccia suggestiva e intensa, che ti strappa rapidamente dal fondovalle per portarti in un Appennino più lento e profondo. Tornare all’asfalto e al ritmo quotidiano, a fine giornata, sarà quasi fastidioso. Ma ne sarà valsa la pena.
Uscendo dalla stazione di San Benedetto Val di Sambro, l’asfalto dura poco. Prima di partire davvero, però, lo sguardo va al Monumento in memoria delle vittime dell’attentato al Treno Italicus. Un luogo che impone rispetto e dà il nome e il senso a questo percorso. Da qui in poi si pedala anche con la testa.
Il primo settore sterrato arriva quasi subito e accompagna la salita dentro i boschi. Strade bianche, fondo compatto, pendenze regolari che costringono a trovare il proprio ritmo. Il traffico scompare rapidamente e resta solo il rumore delle gomme sulla ghiaia e il respiro che si sincronizza con la pedalata.
Qualche chilometro più avanti si incontra il Lago di Tavianella, piccolo e raccolto, spesso immobile. Si prosegue tra saliscendi e tratti ombrosi fino a raggiungere il Lago del Brasimone, più ampio, cuore verde dell’Appennino bolognese. Da qui, tra sterrati e brevi tratti asfaltati, si arriva al Lago di Suviana, grande e aperto, dove la sosta diventa quasi obbligata.
Il GraVez dei Tre Laghi racconta una storia fatta di acqua e di montagna, di dighe, bacini artificiali e di un equilibrio fragile tra intervento umano e natura. È un paesaggio che cambia con la luce, con il meteo, con la fatica accumulata nelle gambe.
Lungo il percorso si attraversano piccoli borghi e punti di ristoro. Bar, trattorie, tavoli all’aperto: soste semplici ma fondamentali, dove salumi, formaggi e pane raccontano il territorio meglio di qualsiasi cartello. Qui non si ha fretta, e va bene così.
Si pedala a lungo tra boschi e crinali, alternando tratti aperti a passaggi più chiusi. Le salite si fanno sentire, ma non sono mai punitive. Non è una gara: ci si aspetta, si chiacchiera, si condivide la fatica. E soprattutto, il silenzio.
Il GraVez dei Tre Laghi è una traccia suggestiva e intensa, che ti strappa rapidamente dal fondovalle per portarti in un Appennino più lento e profondo. Tornare all’asfalto e al ritmo quotidiano, a fine giornata, sarà quasi fastidioso. Ma ne sarà valsa la pena.


