Vena del gesso
Data 21/06/2026
Distanza 100 Km
Dislivello 1.700 m
Superifice: asfalto 70%, gravel 30%
Partenza: Stazione RFI Imola
Orario ritrovo: 08:30
Orario partenza 9:00
Arrivo: Stazione RFI Imola, da dove si rientra in treno fino a Ex.Dynamo
La traccia è curata da WOK e verrà comunicata in prossimità dell’evento

La Classica Sterrata della Vena del Gesso è un attraversamento netto della dorsale più identitaria della Romagna. Un viaggio in un paesaggio unico, dove la roccia bianca affiora tra boschi, vigneti e calanchi, disegnando una linea inconfondibile tra Imola e Brisighella.
Si parte dalla pianura, tra capannoni e campi ordinati, con un avvicinamento veloce che serve a scaldare le gambe. Ma l’orizzonte cambia in fretta. Davanti si alza la Vena del Gesso Romagnola, lunga dorsale selenitica che corre parallela all’Appennino. La luce qui è diversa: il gesso riflette, illumina, a tratti abbaglia.
La prima parte accompagna verso Monte Battagliola su strade secondarie e tratti ghiaiati regolari. Si entra gradualmente nella collina, dove i campi lasciano spazio ai boschi e agli affioramenti rocciosi. Il fondo è vario ma sempre pedalabile, ideale per una gravel che sappia adattarsi.
La discesa verso Riolo Terme riporta per un attimo in valle, sotto la Rocca Sforzesca che domina il paese. È una cerniera naturale tra pianura e crinale. Da qui il percorso entra nel cuore del Parco della Vena del Gesso: salite più nervose, sterrati più presenti, panorami che si aprono improvvisi sulla Valle del Senio.
Tra Borgo Rivola, Tossignano e Fontanelice il paesaggio si fa più aspro. Calanchi, pievi isolate, vigneti ordinati e pareti gessose che emergono tra il verde. È un territorio carsico, fragile e potente insieme, dove l’acqua ha scavato grotte e inghiottitoi nascosti nei boschi. Le pendenze spesso superano la doppia cifra, ma non sono mai infinite: si sale regolari, si respira, ci si aspetta sui crinali.
Il passaggio verso Brisighella è uno dei momenti più suggestivi. I tre colli del borgo si stagliano come quinte teatrali, mentre intorno si susseguono filari di Sangiovese e Albana. La Romagna qui mostra il suo doppio volto: ruvida nella roccia, accogliente nei paesi.
Via Pideura e Via Vernelli riportano ancora sul crinale, tra sterrati compatti e tratti più mossi. Le gambe iniziano a sentire il dislivello accumulato, ma il paesaggio continua a cambiare, alternando esposizione e tratti più raccolti nel bosco. È un continuo passaggio tra luce e ombra, tra argilla e gesso.
La Classica della Vena del Gesso è una traccia intensa e completa, dove il dislivello conta e gli sterrati sono frequenti. Non è una gara: è un percorso da affrontare con rispetto, condividendo fatica e silenzio. Quando si torna verso la pianura, con la dorsale bianca che resta alle spalle, si ha la sensazione di aver attraversato uno dei paesaggi più autentici dell’Appennino romagnolo. Tornare al ritmo quotidiano sarà quasi un contrasto. Ma ne sarà valsa la pena.

